Il criterio di fondo che ci ha orientati nella selezione di queste foto, oltre la tematica scelta, è l’espressione “Bello!”. La bellezza, percepita e comunicata, è capacità di cogliere il mistero oltre la velatura delle cose. In ciò l’arte ci soccorre con la sua potenza creativa, che consiste nella sua capacità di entrare nell’esperienza quotidiana per rielaborarla dall’interno. Essa fa irruzione in mezzo a noi, all’interno del nostro mondo, mantenendo, però, fede al suo essere segno o rimando di un certo “sovrappiù”, che esige di essere comunicato.
Come una fiammata, così essa esce da se stessa toccandoci, toccando l’universalità degli uomini, in quella regione dell’interiorità, dove il sentimento dell’infinito abita ancora e ci sorprende, a tratti, come un fruscio o un battito d’ali.
Così talora le opere d’arte, talora i luoghi o gli elementi della natura, si offrono come spazi di meditazione e ci chiedono di indugiare nelle loro atmosfere ed espandere il nostro campo emozionale, aprendolo a sentimenti assolutamente inediti. È un momento di assonanza, in cui le modulazioni dell’anima rispondono perfettamente alla bellezza, che chiede di essere colta.
La stessa bellezza che, poi, incontriamo nella grandezza d’animo, nella semplicità di certe vite o scolpita nel volto di chi, nel qui ed ora della propria esistenza, ha saputo rispondere nella maniera adeguata alla bellezza che lo invitava a seguirla. E continuamente ci invita. Al di là delle funamboliche sofisticazioni, con cui risistemiamo le nostre vite, sempre ci tocca il richiamo lieve della bellezza, che ci provoca a percorrere le sue vie, per ricondurci al cuore del nostro essere uomini. A voi tutti auguriamo il coraggio necessario ad imboccare le sue strade, non sempre comode, perché possiate cogliere la luce che sempre brilla al cuore di ogni cosa, di ogni creatura.
Inoltre, perché possa accompagnarvi, vi sbricioliamo nel corso di questo anno un frammento di una poesia di Mario Luzi “Il pensiero fluttuante della felicità”.